cenni storici - Cooperative Riunite di Cascina Dé Gatti

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cenni storici

Storia

Il fondatore e primo presidente della cooperativa di Cascina Gatti fu Don UGO BONALUMI, coadiutore del nostro parroco Don EDOARDO ROTONDI dal 1919 al 1922.
La cooperativa venne denominata CIRCOLO CATTOLICO PRO PACE con sede presso la casa parrocchiale.
Successivamente la sede venne trasferita in Via Molino Tuono, 21.
All’interno della cooperativa si è costituita una banda musicale, composta da una ventina di persone, tra i 15 e i 25 anni, che suonavano i più svariati strumenti.
Dopo il trasferimento di Don Ugo ad un’altra parrocchia la banda musicale si sciolse, mentre gli strumenti (ma solo quelli di proprietà della cooperativa) furono donati al seminario di Venegono.
Dopo la prima guerra mondiale il nome venne modificato in CIRCOLO COMBATTENTI.
Per reperire fondi, in ricorrenze particolari si chiedevano in prestito damigiane di vino che veniva venduto in bicchieri e, con i  soldi incassati, si pagavano i fornitori e si riempivano le casse della cooperativa.
Dal momento che queste ricorrenze erano diventate frequenti, occorreva  trovare un locale più adatto.
Con l’impegno di tutti i soci si decise di aprire un locale per intrattenersi nel poco tempo libero disponibile.  
Il locale venne trovato in via Cologno, 33.
La proprietà del locale era della famiglia BIANCHI, che lo concesse in affitto.
Con l’avvento del fascismo venne imposto al circolo, malgrado le forti resistenze del parroco Don Rotondi il quale, in quell'occasione, dovette anche allontanarsi precauzionalmente rifugiandosi nella parrocchia di Gorla, il nome di "DOPOLAVORO FERTILIA" con relativa sede del fascio di rione.     
Grazie all’arrivo di sovvenzioni si formò la sezione sportiva del Dopolavoro; venne così creata una squadra di calcio il cui nome fu "Pro Pace". Si iniziò a partecipare ai tornei e ai campionati liberi giocando sul campo vicino alla grande stalla del Sig. Mariani.
Nell’ampio cortile asfaltato, oltre al campo delle bocce, venivano festeggiate ricorrenze inerenti all’agricoltura come la mietitura e la vendemmia, con banchetti e balli avendo anche a disposizione cucina e orchestra.
Il primo telefono pubblico del rione fu istallato al Circolo.  
Durante la guerra cambiò denominazione e diventò "COOPERATIVA RURALE" e nel primo dopoguerra il punto di riferimento degli ex combattenti.
Dopo la seconda guerra mondiale, nell’ambito socio politico di allora, ci fu una spaccatura tra i soci; si formarono così due gruppi: i bianchi ed i rossi. Dopo un lungo braccio di ferro prevalse la linea bianca e i rossi furono costretti a spostarsi, costruendo la loro nuova sede "LA  BARACCA" e conservando la squadra di calcio Pro Pace.
Grazie all’intraprendenza del Sig. LECCHI PIERO si fondò la compagnia teatrale filodrammatica "CONTARDO FERRINI", creando un palco nel cortile del circolo, con lo scopo di dare un'attività culturale alla cooperativa e incentivarne gli introiti.
La cooperativa fu denominata "CIRCOLO COMBATTENTI E REDUCI" e fu nominato come Presidente il Sig. LUIGI CALLONI.

Era l’anno 1948, in una riunione di tutti i soci fondatori, si decise di costruire il NOSTRO CIRCOLO in Via Cologno, 43 diventando proprietari sia dell’immobile che dell’esercizio.
A questo punto il problema era reperire i finanziamenti per dare attuazione al progetto.
Il sostenitore finanziario dell’opera fu trovato nella persona del Sig. ANGELO MILANI, commerciante e fornitore di vini a Sesto San Giovanni.
I soci si impegnarono nel tempo a restituire tutto il finanziamento con un'sclusiva dei prodotti vinicoli del Sig. Milani,  con il contributo materiale di tutti i soci e con il guadagno del commercio della vendita di tutti i prodotti del circolo.
Il circolo venne costruito con l’aiuto dei soci, ciascuno dei quali si impegnava a prestare la propria manodopera per trenta ore.
Chi non poteva lavorare, pagava il contributo al socio che lo sostituiva.
La palazzina costruita comprendeva oltre ai due locali del circolo, bar e cucina, una vasta cantina, un solaio, quattro appartamenti da affittare ai soci, ed un appezzamento di terreno.  
La conduzione del circolo fu affidata ai soci, a turno.    
Dopo un periodo di tempo si riuscì a saldare totalmente il debito.
In base ad un'ordinanza comunale che imponeva una divisione tra proprietà e suolo pubblico, si costruì il muro divisorio imposto dal Comune, non molto gradevole dal punto di vista estetico.
Dopo vari reclami, il consiglio della cooperativa riuscì ad ottenerne l’abbattimento.
La cooperativa cambiò la sua ragione sociale in "COOPERATIVA RURALE".
Dopo aver sistemato tutte le pendenze inerenti alla costruzione del circolo, il consiglio decise di affidare la conduzione a dei gestori, preferibilmente famiglie di soci, concedendo uno stipendio fisso maggiorato da una percentuale sulle vendite.  
Così per parecchi anni tutti i fine mese i presidenti con l’aiuto dei segretari si sobbarcavano inventari della merce per definire la percentuale sulle vendite da liquidare ai gestori.
Nei locali del circolo si facevano rinfreschi per battesimi, cresime e pranzi di nozze che duravano fino a notte inoltrata.
All’unanimità si proclamò Socio Onorario Sig. LUIGI CALLONI.
Nella raccolta delle iscrizioni venivano accuratamente esposti i principi e gli obiettivi della Cooperativa nel desiderio di mantenere una certa unità di intenti e di azione.
Si creò anche un fondo mutualistico a favore dei soci ammalati.
In caso di morte del socio si liquidava la sua quota associativa, con l’aggiunta di un indennizzo quantificato dal consiglio della cooperativa in carica.
L’appezzamento di terreno incolto si decise di adibirlo a campo per il gioco delle bocce.
E’ in questa ottica che nasce il gruppo della BOCCIOFILA i cui responsabili, aderendo all'associazione di categoria, organizzarono gare sia interne che a livello locale e provinciale.  
Sotto questa gestione si formarono vari gruppi con i relativi responsabili:
CARTOFILA: si facevano gare interne, si andava nei bar comunali e provinciali a disputare gare di scopa, scala 40, tresette.
SCI CLUB: si organizzavano settimane bianche a prezzi accessibili e in posti favolosi.
Il cambio generazionale dei soci, che si sono susseguite negli anni, non ha fatto passare né la voglia di organizzare serate né di effettuare lavori all’interno e all’esterno del circolo, come l’illuminazione del campo delle bocce, la creazione di un locale pied-à-terre e di un BERSO’ per intrattenimenti estivi.
Per il bersò si è asfaltato il terreno, sono stati montati tubi in ferro, è stato coperto il tetto, sono state sistemate le luci, è stata fatta crescere l’edera; il tutto per passare le giornate estive in un ambiente fresco.    
Ed è proprio qui che si sono svolte indimenticabili feste dell’uva, della birra, cene di mezza estate, feste rionali, si è ballato, premiato soci anziani, insomma un po’ di tutto.
Nel corso degli anni, è stato difficile trovare gestori adatti al ruolo; il consiglio della cooperativa decise di affittare i locali a un ristoratore, con relativo compenso dell’affitto più le spese.
Quasi istintivamente lo spirito della Cooperativa non si è spento e si è orientato verso valori che emergevano dalla situazione sociale.
Il resto è storia di oggi.

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